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Roma, le voci del tifo: "Stadio Tor di Valle un inganno"

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La Roma cancella il progetto per lo stadio a Tor di Valle e le voci del tifo giallorosso stigmatizzano "il grande inganno". La rinuncia del club al progetto, formalizzata con una nota, accende gli storici speaker delle radio. "E' stato rivelato finalmente il grande inganno con cui si è ipnotizzato pubblico romanista, usando lo stadio come distrazione di massa. Bravi i Friedkin, ora al centro i risultati sportivi", dice Max Leggeri, perno di Rete Sport e tra le voci più autorevoli della tifoseria giallorossa. "Un grande inganno -dice all'Adnkronos-, anzi il grande orpello agitato da Pallotta per nascondere le mancate vittorie. Pallotta deve sparire e tacere per sempre, finalmente abbiamo un presidente che si occupa della sfera sportiva. E' una grande innovazione per noi: un presidente che si occupa della sfera sportiva del proprio club".

"Che quell'area fosse impraticabile dall'inizio lo sapeva prima Alemanno, poi Marino e infine la Raggi. Proprio l'attuale sindaca, insieme con altri, aveva presentato un esposto in Procura per motivi legati all'illegalità del posto, rischio alluvioni e anomalie varie. D'altronde a Roma si possono fare e millantare tante cose", dice Mario Corsi.

"Tre sindaci sono andati dunque avanti su questo progetto - aggiunge Marione, da oltre 2 decenni in onda con Te la do io Tokyo- prendendo in giro i romani e i romanisti. Per fortuna i Friedkin, che sono persone intelligenti, hanno capito la storia e lasciato stare".

"Il comunicato della Roma sul progetto Tor di Valle, al di là delle considerazioni soggettive che potrebbero sfociare nella faziosità del tifo o della politica, va considerata oggettivamente come una notizia negativa, perché è l'ennesima conferma di quanto l'Italia sia distante anni luce dai Paesi in cui gli impianti di proprietà rappresentano una delle basi più solide dei club", dice Augusto Ciardi, speaker radiofonico di Tele Radio Stereo e conduttore di 56 Roma.

"Mentre all'estero uno stadio nuovo viene visto come una grande opportunità - spiega Ciardi - da noi alimenta guerre di quartiere. Persino i tifosi della Roma si sono divisi sulla questione. Il risultato? A Roma c'è uno stadio antico, in cui giocano due squadre pagando l'affitto. In altre capitali ogni squadra ha uno stadio moderno, servito dai mezzi pubblici. Poi ci chiediamo perché calcisticamente Roma vale più o meno quanto il Rosenborg", conclude.