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Open Arms, difesa Salvini: "Salvataggi? No, immigrazione clandestina"

webinfo@adnkronos.com (Web Info)
·5-min read

Il divieto di ingresso di Open Arms in acque italiane sarebbe stato firmato dai ministri "Salvini, Toninelli e Trenta. Ma qui è presente solo Salvini". Lo avrebbe detto, a quanto si apprende, l'avvocato Giulia Bongiorno, intervenendo a Palermo all'udienza preliminare in corso per il caso Open Arms presso l'Aula bunker dell'Ucciardone che vede accusato il leader della Lega ed ex ministro dell'Interno Matteo Salvini per sequestro di persona e rifiuto di atti di ufficio.

"Il provvedimento del primo agosto - avrebbe detto Bongiorno - scatta anche perché 'era chiaro quanto successo' nei giorni precedenti. Ovvero cambio di destinazione, cambio di rotta, rifiuto della collaborazione di Malta, tensioni a bordo. Voglia di puntare solo l’Italia. Mentre il capitano di Open Arms, all’epoca, era indagato proprio per le sue condotte. Per il pm, ricorda l’avvocato Bongiorno, l’atteggiamento del comandante era reato "perché costringe" uno stato sovrano" "ad accettare una condotta".

L’avvocato Bongiorno ricorda anche il rischio di infiltrazioni di soggetti pericolosi a bordo, come peraltro successo in passato. "Il divieto di ingresso vuole prevenire” situazioni come queste. "Il divieto non era inventato! A bordo potevano esserci" soggetti pericolosi "come rilevato anche da alcuni prefetti". "I salvataggi - avrebbe detto ancora Bongiorno - non erano eventi sar, ma fenomeni di immigrazione clandestina. A qualificarli così non era Salvini, ma Toninelli".

Quegli eventi "non possono essere inventati, ci sono documenti che li qualificano come eventi sar. Se ne occupano gli mrcc, i centri di salvataggio, di Toninelli. E il ministero delle infrastrutture, che all’epoca non era in buoni rapporti con il Viminale perché il governo stava per finire, nelle note non parla mai di evento sar ma di immigrazione clandestina. E così vengono trasmesse al ministero dell’Interno”, aggiunge Bongiorno.

Per l'avvocato, quindi, "la Open Arms vìola le norme internazionali, quando ha effettuato il primo salvataggio in acque libiche di 55 persone ha informato Libia e Spagna". L’avvocato segnala che "prendere la direzione Nord in quel momento significava puntare al paese delle meraviglie”" ovvero l’Italia, e infatti emerge dalle carte che Open Arms faceva rotta "arbitrariamente" verso l’Italia. La Bongiorno specifica: "sto leggendo un’informativa. Open arms puntava l’Italia".

Per la difesa, "l'Italia è stata informata solo nella tarda serata del 2 agosto dopo alcuni eventi di soccorso e dopo che Malta e Spagna erano già state informate".

L’avvocato ripercorre quindi la rotta e i salvataggi di quei giorni: “Dal 2 agosto inizia un inspiegabile girovagare, nonostante ci fosse a bordo un numero di migranti superiore al limite massimo. Open Arms poteva andare a Palma di Maiorca, poco più di 2 giorni di navigazione e invece ha preferito circa 13 giorni, in attesa di una diversa decisione del governo italiano".

"Non lo dice Salvini ma una informativa - sottolinea - . E anche Malta scrisse a Open Arms: 'stai bighellonando, non stai portando i tuoi migranti in un porto sicuro. Cosa stai aspettando?'. Glielo scrisse sia il 13 che il 14 agosto. Malta fa poi una accusa gravissima: 'stai bighellonando per pressare Malta, uno stato sovrano che non è obbligato a darvi un porto'".

E ancora: "In quei giorni Open Arms non è abbandonata a se stessa, è stata sorvolata da tutti e tutti offrono aiuto. Aerei militari, petroliere, aerei di ricognizione, Ocean Viking, altri natanti, un veliero. Con un certo numero di migranti a bordo, decisamente superiore a quelli indicati per la capienza, Open arms decide di bighellonare 13 giorni". L'attività della Open Arms, avrebbe affermato, "era una pesca del migrante”.

"Ma con Salvini si ritiene grave il tempo atteso prima del pos, ovvero meno della metà del tempo. Dal 14 al 20 agosto. Non c’è sequestro di persona se si bighellona 13 giorni, ma c’è sequestro se si è ormeggiati la metà del tempo?”, avrebbe aggiunto Bongiorno.

Bongiorno avrebbe ricostruito in Aula alcuni dei salvataggi di Open Arms: "A Mezzanotte e 55, Open Arms avvista una nave solo inclinata e Malta fa partire subito una motovedetta specificando a Open Arms che non sarebbe dovuta intervenire. Ma dopo 10 minuti, anche se il natante era in buono stato, guarda caso dopo il diniego di Malta, improvvisamente viene fatto sapere che la barca di legno sta imbarcando acqua".

"Poco dopo viene chiesto alle persone a bordo se la situazione è tragica, all’una e 21 di notte le persone a bordo della nave di legno negano che stesse entrando acqua. Insomma, non c’erano gli estremi per fare un soccorso. Ma a Malta vengono comunicate condizioni in rapido peggioramento”, avrebbe spiegato.

Tutto questo, avrebbe continuato Bongiorno, “fa sì che questi migranti vengano presi da Open Arms. Altre 39 persone. Malta a questo punto dice: 'vengo comunque a prenderle io'. Quindi si poteva fare il trasbordo. Ma mentre la motovedetta maltese si stava avvicinando a Open, Open cambia direzione! Si sposta più a nord. Ci sono mail che parlano chiaro. La motovedetta maltese cercava disperatamente Open Arms per effettuare il trasbordo! Dopo un po’ di tempo, non potendo più dire 'vediamoci più su o più giù', il comandante di Open Arms annuncia: ho rifiutato il trasbordo di migranti. E chiama l’avvocato”.

L’avvocato Bongiorno riassume: “Questi 39 migranti erano su una scialuppa, stava arrivando una motovedetta maltese, Open Arms li prende, si allontana e quindi si rifiuta di darli a Malta perché i migranti salvati in precedenza si sarebbero opposti”. Bongiorno legge le annotazioni di quelle ore: “C'era tensione tra il comandante e i migranti: per forza! Non li aveva fatto scendere a Malta. E perché? Perché è meglio l’Italia!! È più facile e più bello”.